Le segnalazioni dei lettori: «Il Museo Chiossone riaperto, ma invivibile per il caldo»

Una lettrice che ha partecipato, il 23 giugno scorso, alla serata di inaugurazione: «Lo hanno tenuto chiuso quasi 2 anni, ma non hanno messo l’aria condizionata. Così d’estate è infrequentabile»

Ci ha scritto una lettrice, che preferisce rimanere anonima: «La struttura senza aria condizionata e l’altra sera c’era tantissima gente: sono scappata dopo 10 minuti. Non c’era nemmeno la possibilità di acquistare una bottiglietta d’acqua, nulla. Hanno fatto i lavori, bene, ma nel 2023 un museo senza aria condizionata é normale? Ci saranno stati 45 gradi lì dentro, come minimo. Il pianista invitato suonava e mi faceva tenerezza, ogni brano doveva asciugarsi tutto il sudore tra gli applausi del pubblico che lo incoraggiava. Che roba pessima. Anni chiuso e questo é il risultato».

In effetti, senza condizionamento la fruibilità del museo nella bella stagione, in cui ci sono più turisti, è davvero limitata. Non ci vorrà molto prima che i visitatori scrivano della brutta esperienza sui siti di recensioni dei luoghi turistici. Il Chiossone, un patrimonio straordinario da decenni sottoutilizzato, quasi incomprensibilmente nascosto, mai promosso, riparte col piede sbagliato.
Ci chiediamo anche se le vetrine siano climatizzate. Perché se non lo sono e manca il condizionamento delle sale, materiali come carta, tessili, legno, dipinti sono nei guai e rischiano il degrado e danni permanenti.
Capiamo che, essendo l’edificio vincolato, la climatizzazione può essere costosa, ma non impossibile.
Aggiornamento: l’avvocato Roberto Pani, a commento dell’articolo su Facebook, a commentato così. Condividendo l’intervento, abbiamo deciso di pubblicarlo qui in calce.



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